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dialetto siculo

origine del dialetto

I SICULI PARLAVANO IN SANSCRITO?

Il due maggio si Ŕ tenta una interessante presentazione delle ricerche fatte dal sig. Alfredo Rizza sulle origini del nostro dialetto, su alcune radici verbali che si riscontrano tutt'oggi in alcuni vocaboli dialettali che sembrano risalire al Sanscrito. Gli studi correlati agli studi fatti dal prof. Caltagirone sulla decifrazione dell'etrusco e dell'antica lingua dei Siculi aprono veramente un fronte quanto mai appassionante di ricerche.
Riportiamo come esempio una delle decifrazioni effetuata sul Kotyle di Grammichele conservato nel museo Paolo Orsi di Siracusa

IL VASO DI GRAMMICHELE CON L'ISCRIZIONE SICULA

Voltes quoy zudai dedazed apoteron (tradotto dal prof. Caltagirone con)
Colui che eccelle nella pulizia pu˛ offrirsi anche ad una vergine ( testo in linea anche con le figure dipinte sul vaso, vedi : Enrico Caltagirone la lingua dei Siculi ed marna Lc 2005).
La vicinanza linguistica di vocaboli, tutt'oggi in uso nel nostro dialetto, con il presanscrito ci lascia veramente di stucco! Ne riportiamo alcuni esempi per avere un'idea della scoperta:
Ammeri dalla radice Am =andare verso;
Dichetta dalla radice Tkta = dispetto amaro o pungente;
Luci da Ruci = luce illuminazione (la elle e la erre spesso si interscambiano);
Prescia
da Presha = urgenza;
Sciara da Ksara = fluido che scorre (Ks si legge sci);
ed altre centinaia di vocaboli che, come precisa Alfredo Rizza, non hanno corrispondenza fonetica nÚ con il greco nÚ con il latino ma chiaramente derivati da vocaboli o radici verbali sanscrite.
Questi sono studi che, se confermati, ci pongono davanti alla scoperta del secolo!!


La Vecchia cca cicculattera




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